L’Associazione Nazionale Ambulanti insorge dopo l’interlocuzione tra il rappresentante dei trasportatori Nicandro Vigilante e il ministro Salvini, mediata dal consigliere regionale Cera: «Pretendono la nostra partecipazione alle manifestazioni per poi tutelare unicamente la propria categoria».
Si spacca il fronte della protesta contro il caro vita e l’aumento dei prezzi dei carburanti che in questi giorni sta infiammando la Puglia. A far esplodere la polemica è Ana-Ugl (Associazione Nazionale Ambulanti), che esprime profonda indignazione e rabbia nei confronti della categoria degli autotrasportatori, accusata apertamente di strumentalizzare i lavoratori dei mercati per puro calcolo di parte.
A innescare la dura presa di posizione degli ambulanti è stata l’interlocuzione telefonica avvenuta tra il rappresentante degli autotrasportatori, Nicandro Vigilante, e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, resa possibile grazie alla mediazione del consigliere regionale pugliese della Lega, Napoleone Cera (nella foto-copertina insieme a Vigilante) stamane presso il casello autostradale di Poggio Imperiale dove da giorni monta la protesta.
Secondo quanto denunciato da Ana-Ugl, durante la chiamata con Salvini sarebbe emersa una richiesta ben precisa: ottenere un prezzo calmierato del gasolio destinato esclusivamente alla categoria degli autotrasportatori, tagliando di fatto fuori tutte le altre realtà produttive scese in strada a protestare.
Una mossa che l’associazione degli ambulanti vive come un vero e proprio tradimento. «Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile», tuonano da Ana-Ugl. «Gli autotrasportatori chiedono e pretendono a gran voce che gli ambulanti partecipino attivamente alle manifestazioni e ai presidi sul territorio, salvo poi voltare le spalle quando si tratta di sedersi ai tavoli che contano. Vogliono la nostra presenza in piazza per fare massa critica e alzare la voce, ma un attimo dopo pensano solo al proprio tornaconto personale».
Anche il commercio su aree pubbliche, ricordano dall’associazione, vive sui furgoni, macina chilometri ogni giorno tra i comuni pugliesi e subisce in maniera devastante l’impatto dei rincari alla pompa di benzina e dell’inflazione.
«Se questa è l’idea di lotta comune, allora non ci stiamo», conclude con amara ironia la nota di Ana-Ugl, lasciando trasparire tutta la delusione di una categoria che si è sentita usata come semplice “forza d’urto” per battaglie altrui. «Pretendere la solidarietà degli ambulanti nelle proteste per poi rivendicare benefici a senso unico non è sindacato, è opportunismo. Viva l’Italia!» – è quanto si legge al termine della nota stampa inviata a Vocedelgargano a firma del segretario nazionale Marrigo Rosato e del presidente Ivano Zonetti.


