Arriva il nuovo numero di Frontiere, dedicato all’emigrazione di ieri e di oggi.

0

di Sergio D’AMARO

Esce, per i tipi dell’editore Besa di Nardò (Le), il numero 37 della rivista Frontiere (anno XXI, gennaio-dicembre 2020), organo del Centro di Documentazione sulla Storia e la Letteratura dell’Emigrazione della Capitanata (CDEC) – Centro Studi ‘’J. Tusiani’’ di San Marco in Lamis.

Molta della materia contenuta in questo numero (fin dalla foto di copertina) fa riferimento all’America come meta costante delle aspirazioni, come produttrice del mito della modernità, come crogiolo di contraddizioni e di ideologie che hanno diversamente alimentato il bene e il male del mondo contemporaneo.

Ad apertura c’è proprio un paladino della libertà come Lauro de Bosis, giovanissimo e brillante conferenziere ad Harvard e sicuro che la patria della democrazia avrebbe fatto da testimone al suo impossibile progetto di condurre l’Italia al rovesciamento del regime fascista. Purtroppo, negli stessi anni Venti, si svolgeva il lungo dramma di Sacco e Vanzetti, qui ancora lumeggiato da uno dei maggiori conoscitori del caso, Luigi Botta. All’America riconduce anche il fortunato scrittore italoamericano Mario Puzo nel centenario della sua nascita e con l’affresco universalmente noto, per via soprattutto dell’omonimo film di Francis F. Coppola Il Padrino, della vicenda di una famiglia criminale.

Dal grande al piccolo. Maria Luisa Caldognetto ci illustra la storia e la vita di uno dei più piccoli stati del mondo, il Lussemburgo. È una scoperta sorprendente e molto gradita che si aggiunge al mosaico del continente europeo in cui l’emigrazione italiana ha scritto capitoli decisivi.

Questo numero dedica, poi, uno spazio (all’interno della sezione del Fondo Carlo Levi Meridionalista) alla scomparsa di Gigliola De Donato, appartenente ad una famiglia piena di talenti: il fratello Diego editore a Bari, la sorella Agnese giornalista-gallerista e fotografa nella Roma rifulgente degli anni ’60, la figlia Lunetta Savino attrice ben nota del cinema e della televisione. Di Levi, autore imprescindibile della cultura italiana del ‘900, la De Donato è stata la maggiore studiosa, promuovendo il riordinamento del suo archivio e coordinando la pubblicazione delle opere in prosa in svariati volumi. Hanno assicurato pagine memoriali suoi amici altrettanto illustri, come Giandomenico Amendola, Silvana Ghiazza, Antonella Lavorgna e Nicola Longo, lumeggiandone l’attività molteplice tra Bari e Roma e sottolineandone le spiccate doti umane e intellettuali.

Il numero è completato, come al solito, oltre che dalle ‘’Testimonianze’’ e dalle ‘’Segnalazioni e Notizie’’, dalla sezione dedicata al Centro Studi ‘’Joseph Tusiani’’. Dell’autore italoamericano, scomparso un anno fa, vengono qui per la prima volta tradotte da Cosma Siani alcune composizioni dedicate alla sua compagna, la famosa scrittrice Frances Winwar.

Il numero è scaricabile dall’apposito pulsante del sito intitolato al Centro Studi Tusiani: https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=centro+studi+tusiani

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here