Mercati relegati in periferia, Direttiva Bolkestein e mancate tutele: il grido d’allarme di ANA-UGL Puglia in difesa della categoria degli ambulanti.
Temperature proibitive, caro carburante, mercati spostati nelle aree periferiche e lo spettro della Direttiva Bolkestein. È una situazione ormai insostenibile quella denunciata dagli operatori del commercio su aree pubbliche, che chiedono a gran voce attenzione da parte delle istituzioni locali e nazionali.
A farsi portavoce del profondo disagio della categoria è Raffaele Cristinziano (nella foto-copertina), Segretario Regionale per la Puglia di ANA-UGL (Associazione Nazionale Ambulanti UGL), che in una nota ufficiale interviene duramente sulle criticità che stanno mettendo in ginocchio il settore, con particolare riferimento alle dinamiche di alcuni comuni della provincia di Foggia.
Di seguito, la dichiarazione integrale del Segretario Regionale ANA-UGL Puglia:
“Gli ambulanti sono dei grandi lavoratori non riconosciuti per tali da istituzioni di governo e a livello locale, in quanto i mercati sono relegati nelle periferie, vedi San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Carpino, i quali amministratori sono sordi ai nostri problemi, non dando alcuna rilevanza al fatto che esercitiamo all’aria aperta con temperature proibitive di questi periodi e facendo i conti con il caro carburante sempre più incisivo nella dinamica dell’attività.
E poi per venire ai problemi di governo inseriti nella cosiddetta Direttiva Bolkestein, che impone di mettere a bando le concessioni e non verificando che nei mercati c’è abbondanza di risorsa, e quindi vanno messi a bando solo i posti vuoti; per non parlare del non riconoscimento di lavoro usurante, come può essere per un lavoro sottoposto a intemperie, non adoperando un fondo di solidarietà così come è riconosciuto alle altre categorie vedi agricoltori, edili e quant’altro.
Questo è un assunto di quello che siamo e che non ci è riconosciuto, ma ANA-UGL come associazione di categoria si batte per questo presso tutte le istituzioni pubbliche, perché gli ambulanti e i mercati sono una categoria da salvaguardare e non da abbandonare al proprio destino”.
L’Associazione rinnova dunque il proprio impegno sindacale su tutti i tavoli istituzionali, affinché il lavoro ambulante venga equiparato, in termini di tutele, ammortizzatori sociali e riconoscimento di “lavoro usurante”, ad altre categorie professionali altrettanto esposte alle intemperie e alle fluttuazioni economiche.



