Dissequestrato “Bagni Bonobo”, si riparte

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bagni bonobo

Revoca di precedenti determine, “reviviscenza delle concessioni demaniali marittime ad uso stabilimento“. La Biessemme srl pronta alla riapertura dell’area demaniale marittima ad uso stabilimento balneare all’insegna “Bagni Bonobo” a Siponto.

Focus società e ricorsi; Corte d’Appello: Biessemme di Francesco Romito “non è un’impresa mafiosa”

Società ammessa al controllo giudiziario per la durata di 2 anni. Come già riportato, con nota 19.05.2020 la Biessemme srl (già destinataria di informazione antimafia interdittiva) aveva reso noto all’Ente comunale che “a seguito del provvedimento del 2.04.2020 della Corte di Appello di Bari, in riforma del decreto del Tribunale di Bari – sezione misure di prevenzione (depositato il 3.07.2019), la società era stata ammessa al controllo giudiziario di cui all’art.34bis, co.6, D.Lgs. 159/2011, per la durata di due anni e che in virtù di tanto, il Tribunale di Bari, sez. III, in funzione di Tribunale di Prevenzione, con provvedimento n.1/2019 del 27.04.2020 aveva nominato Amministratore Giudiziario l’avv. Tommaso Covella e la dott.ssa Giulia Romanazzi quale Giudice delegato al procedimento, disponendo la sospensione degli effetti di cui all’art.94 cit.”.

Con la stessa istanza, la Biessemme aveva chiesto che il Comune di Manfredonia “adottasse immediatamente i provvedimenti di revoca della determinazione n.1481/2018, minacciando di relazionare al Giudice Delegato per la valutazione di eventuali comportamenti omissivi”.

Il 1 giugno 2020 il provvedimento di dissequestro del Tribunale di Foggia. Con successiva nota del 1.06.2020, la società “trasmetteva il provvedimento di dissequestro (della struttura,ndr) del 1.06.2020 da parte del Tribunale di Foggia, 1^ Sezione Penale, dove, nel rilevare che le contestazioni mosse alla società si fondano proprio sulla violazione della determina dirigenziale n.1481 del 13.11.2018, si conferma che l’ammissione al controllo giudiziario determina la sospensione degli effetti di cui all’art.94 del D.lgs.159/2011, tra i quali proprio la citata determinazione dirigenziale, alla luce, anche, del fatto che l’Amministratore Giudiziario, che dovrà esercitare il controllo sullo svolgimento dell’attività imprenditoriale, consente di escludere che la libera disponibilità del bene possa determinare una protrazione o un aggravio delle conseguenze dannose dell’ipotizzato reato“.

Voce: Stato Quotidiano

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