Il bombarolo albanese che ha scosso ultimamente Foggia sapeva che la Polizia lo stava cercando

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Avrebbe saputo da tre foggiani che la polizia stava indagando su di lui perché lo sospettava di essere l’attentatore che la sera del 12 novembre scorso aveva piazzato e fatto esplodere una bomba davanti al ristorante Poseidon di Foggia, lo scrive La Gazzetta del Mezzogiorno.

In particolare, ad un suo conoscente gli agenti avevano mostrato una sua fotografia per riconoscimento. E’ uno dei dettagli forniti dalla polizia di Stato sui retroscena dell’arresto di Erjon Rameta, alias Antonio l’albanese, di 32 anni, in carcere da martedì scorso perché accusato di essere l’esecutore materiale degli attentati dinamitardi compiuti ai danni del ristorante Poseidon e del centro per anziani «Il Sorriso di Stefano» del 16 gennaio.

In particolare Rameta, la notte dell’attentato al Poseidon, avrebbe chiesto un passaggio ad un pregiudicato di 42 anni per tornare a casa. Quest’ultimo, identificato attraverso i filmati delle telecamere di sicurezza, fu poi convocato dalla polizia e interrogato come testimone, mostrandosi parzialmente reticente. Il 42enne – ricostruisce la polizia – ha poi raccontato l’accaduto a due amici che avrebbero a loro volta informato l’albanese delle indagini in corso a suo carico.

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