La mafia è una montagna di emoji

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Dalla celebre frase di Peppino Impastato alla realtà di TikTok e WhatsApp: sabato 7 febbraio presso i “Laboratori Artefacendo” di San Marco in Lamis (FG) la presentazione del volume che indaga come la criminalità organizzata comunica nell’era digitale.

C’era un tempo in cui la mafia veniva definita, con il coraggio della disperazione e della verità, una “montagna di merda”. A gridarlo era Peppino Impastato dai microfoni di Radio Aut. Oggi, a distanza di decenni, quella montagna non è scomparsa, ma ha cambiato pelle, dissimulandosi dietro lo schermo di uno smartphone e nascondendosi tra like, video su TikTok e messaggi in codice.

È questo il cuore di “La mafia è una montagna di emoji”, il libro del giovane ma già affermato scrittore Enzo Panizio, che verrà presentato sabato 7 febbraio alle ore 17:00 presso i Laboratori Artefacendo (Villetta Comunale) di San Marco in Lamis (FG).

Il titolo è una chiara e provocatoria rielaborazione della celebre invettiva di Impastato. Se la sostanza criminale e la violenza rimangono le stesse, la forma è mutata drasticamente. L’evento sarà l’occasione per esplorare come i clan abbiano imparato a “stare al passo coi tempi”, utilizzando i social network non solo per comunicare in modo criptato, ma anche per costruire consenso, ostentare potere e reclutare le nuove generazioni.

Dalle “stese” virtuali alle minacce via WhatsApp, fino all’uso di specifiche emoji per indicare affiliazioni o ordini: il saggio analizza la grammatica digitale delle nuove mafie, svelando un mondo sommerso che scorre quotidianamente sotto i nostri pollici.

Durante la presentazione, l’autore dialogherà con Paolo Bevilacqua. I saluti saranno a cura del sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla e del segretario cittadino del Pd Michele Rendina. 

L’incontro è promosso dal locale circolo del Partito Democratico “D. Compagnone” con l’obiettivo di fornire al pubblico, e soprattutto ai più giovani, gli strumenti per decodificare questi segnali e comprendere che dietro un simbolo apparentemente innocuo può nascondersi la stessa, vecchia logica di sopraffazione.

L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata.

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