La Radiologia Interventistica come efficace aiuto per anziani e pazienti fragili

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In un articolo pubblicato su “La Repubblica-Salute”, Francesco Florio – direttore di Radiologia Interventistica di “Casa Sollievo della Sofferenza” – spiega come questa branca della medicina può aiutare a curare pazienti costituzionalmente fragili come gli anziani, con meno rischi e tempi di ricovero più brevi.

«È una branca ultra specialistica della Radiologia – scrive il dottor Florio – che include tutte quelle procedure terapeutiche eseguite per via percutanea, senza ricorso alla “scopertura” chirurgica dei distretti corporei su cui si opera, grazie alla guida delle immagini anatomiche ottenute mediante tecniche e apparecchiature radiologiche, che possono essere, a seconda dei casi: raggi X, ecografia, Tac».

«Pressoché tutti gli organi ed apparati del corpo possono essere raggiunti con le tecniche di Radiologia Interventistica: l’addome (intestino, rene, fegato, stomaco), il sistema nervoso centrale (cervello), il torace (polmone, pleura), il cuore e vasi sanguigni (arterie, vene), l’apparato muscolo-scheletrico (ossa, articolazioni, colonna vertebrale), l’apparato genitourinario (utero, rene). I risultati clinici sono estremamente positivi, paragonabili e, spesso, addirittura superiori a quelli ottenibili con terapie tradizionali».

L’articolo completo pubblicato da Repubblica

L’attuale emergenza sanitaria conseguente all’epidemia da Coronavirus ha, fra l’altro, messo in tragica evidenza il problema assistenziale degli anziani, per i quali gli effetti delle carenze strutturali della sanità si sommano alla loro costituzionale fragilità. Particolarmente utile nel trattamento di numerosissime patologie, anche gravi, del paziente anziano, sia in urgenza che in elezione si rivela la Radiologia interventistica, con le sue terapie poco invasive, grazie alla loro scarsa traumaticità, i minori rischi, la riduzione del ricovero ospedaliero e la miglior tollerabilità.

Come nel film

La Radiologia interventistica è una branca ultra-specialistica della Radiologia che include tutte quelle procedure terapeutiche eseguite per via percutanea, senza ricorso alla “scopertura” chirurgica dei distretti corporei su cui si opera, grazie alla guida delle immagini anatomiche ottenute mediante tecniche e apparecchiature radiologiche, che possono essere, a seconda dei casi: raggi X, ecografia, Tac. Queste tecnologie permettono oggi la ricostruzione 3D virtuale, una vera e propria “mappa” dei vasi sanguigni e degli organi interni, estremamente fedele alla realtà: il vantaggio per chi deve operare su di essi è enorme e qualsiasi procedura terapeutica è resa più agevole e sicura. I lettori ricorderanno forse un film di fantascienza di qualche decennio fa, Viaggio Allucinante: il protagonista subiva una miniaturizzazione per poter navigare all’interno del corpo umano di un noto scienziato per salvargli la vita.

Risultati paragonabili alle terapie tradizionali

Oggi la realtà ha superato la fantascienza. Piccoli cateteri con filo guida, generalmente di 1-2 millimetri di diametro, vengono convogliati attraverso i vasi sanguigni o altri organi per raggiungere e trattare la sede della malattia. Pressoché tutti gli organi ed apparati del corpo possono essere raggiunti per con le tecniche di Radiologia Interventistica: l’addome (intestino, rene, fegato, stomaco, il sistema nervoso centrale (cervello), il torace (polmone, pleura), il cuore e vasi sanguigni (arterie, vene), l’apparato muscolo-scheletrico (ossa, articolazioni, colonna vertebrale), l’apparato genitourinario (utero, rene).
I risultati clinici sono estremamente positivi, paragonabili e, spesso, addirittura superiori a quelli ottenibili con terapie tradizionali.

L’esempio del piede diabetico

Emblematico il trattamento endo-vascolare del cosiddetto “piede diabetico”, fra le complicanze più invalidanti e più frequenti nei pazienti diabetici, causato dal progressivo deterioramento dei piccoli vasi arteriosi del piede, responsabile di ulcerazioni, fino alla gangrena e all’amputazione. È oggi possibile effettuare la ricanalizzazione (angioplastica) di vasi arteriosi molto periferici, riuscendo così a evitare o, almeno, a ritardare l’amputazione degli arti, migliorando la sopravvivenza dei pazienti, con conseguente riduzione dei costi sociali correlati. I vantaggi dell’approccio terapeutico endo-vascolare mediante angioplastica, rispetto a quello chirurgico convenzionale, sono inequivocabili: scarsa invasività, minori complicanze, soddisfacenti risultati, ridotta ospedalizzazione, costi contenuti se confrontati con i costi diretti e assistenziali dell’amputazione di gamba.

Spesso prima scelta

La Radiologia interventistica ha ormai un suo ruolo preciso nell’iter clinico-terapeutico. Con il consenso della comunità clinico-scientifica internazionale, le procedure terapeutiche di Radiologia interventistica si pongono, rispetto alle terapie chirurgiche classiche, il più delle volte, nel ruolo di prima scelta terapeutica (trattamento per via endo-vascolare del varicocele, degli aneurismi dell’aorta o dei vasi intracranici); in altre situazioni in quello di terapia alternativa (trattamento della patologia arteriosa a livello della carotide o degli arti inferiori, trattamento delle malattie degenerative e traumatiche della colonna vertebrale, come fratture ed ernie del disco) o complementare (trattamento delle neoplasie epatiche mediante termoablazione percutanea o chemio-embolizzazione, embolizzazione di neoplasie ipervascolarizzate).

E in emergenza

L’importanza strategica dei Centri di Radiologia interventistica è ancora più rilevante qualora si consideri l’impatto clinico assistenziale delle numerosissime procedure richieste ed effettuate in urgenza o emergenza in situazioni in cui le terapie mediche e/o chirurgiche convenzionali risultano inadeguate o improponibili (embolizzazione di vasi profondi sanguinanti, disostruzione di vasi occlusi con ischemia acuta in atto, trattamento di aneurismi rotti).

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