Mons. Moscone: «Qui sembra il Sud America» ma il Viminale puntualizza: «Reati in calo nei primi tre mesi»

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Le parole del neo-vescovo della diocesi di Manfredonia – San Giovanni Rotondo – Vieste: «Sono qui da meno di tre mesi e mezzo e ci sono stati tre delitti con moventi differenti: tenendo conto delle percentuali della popolazione che ci sono è quasi da America Latina. Qualcosa bisogna pur fare»

«Io reagisco con il Vangelo, solo così si viene fuori anche da queste cose. Sono qui da meno di tre mesi e mezzo e ci sono stati tre delitti con moventi differenti: tenendo conto delle percentuali della popolazione che ci sono è quasi da America Latina. Qualcosa bisogna pur fare. Questo terzo omicidio mi sembra il più grave anche perché è diretto alle Istituzioni al servizio del territorio e della società». È quanto afferma a San Giovanni Rotondo l’arcivescovo della Diocesi Vieste, Manfredonia, San Giovanni Rotondo, mons. Franco Moscone. «L’altra mattina – aggiunge – ho incontrato il carabiniere ferito, gli ho parlato. Ho incontrato anche i genitori e ho detto loro che il suo comportamento è stato eroico, per la situazione in cui era». «L’Arma dei carabinieri sta preparando bene le sue leve – ha detto il vescovo -. Stamattina ho appreso la notizia dal parroco di Cagnano Varano. Di fronte a questi fatti uno rimane completamente disarmato. Più che affidarsi alla Provvidenza non si può fare».

Ma per il Viminale i reati sarebbero in calo in questi primi tre mesi del 2019.

Venti misure interdittive antimafia, sgomberi, due comuni in odore di mafia e calo degli episodi di delittuosità. Due comuni in odore di mafia, Cerignola e Manfredonia, sotto la lente. Sgomberi, come l’avvio dello smantellamento del ghetto di Borgo Mezzanone, e moltissime operazioni negli ultimi tempi a Foggia e provincia. Lo ricordano fonti del Viminale, secondo le quali lo Stato è presente in quel territorio e lo ha confermato “drammaticamente” Giuseppe Papantuono, che avrebbe sparato ai carabinieri dopo aver subìto ben due controlli delle Forze dell’Ordine nel giro di pochi giorni. Altra conferma viene, spiegano, dagli episodi di «delittuosità» che nella provincia sono scesi nei primi tre mesi del 2019 a 5267 rispetto ai 6291 dello stesso periodo dello scorso anno.

Sono stati rafforzati – sottolineano le fonti – i presidi di polizia, incrementate le operazioni controllo del territorio e intensificata l’attività investigativa. Con il piano straordinario di controllo integrato, il foggiano è stato suddiviso in cinque macro aree che corrispondono sostanzialmente alla zona di influenza delle principali organizzazioni criminali. Con i rinforzi aggiuntivi della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, anche con il concorso di unità specializzate, sono stati incrementati i pattugliamenti a Foggia, nelle altre città della provincia e nelle zone di campagna. Proprio il rafforzamento dei reparti investigativi ha consentito numerose operazioni, come «Agosto di fuoco» e «Decima azione».

L’operazione Chorus dello scorso febbraio ha permesso di contrastare la recrudescenza degli atti intimidatori nei confronti degli esercizi commerciali, consentendo l’arresto di sedici criminali. (GdM online)

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