Nasce il movimento Con Emiliano. Alla festa regionale di Manfredonia annuncia che farà da legame tra PD e M5S.

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Il governatore della Puglia Michele Emiliano, esponente del Partito Democratico, lancia il movimento “Con”, che farà da legante tra il PD e il Movimento 5 Stelle. Nasce l’asse con Giuseppe Conte (M5S), anche lui pugliese.

È stato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a dare il via ieri sera a Manfredonia alla prima festa regionale di CON, in programma fino a domenica. Sul palco allestito nel suggestivo piazzale Maestri d’Ascia, il presidente Emiliano ha parlato con Maria Teresa Valente, presidente di CON Manfredonia, e il giornalista Saverio Serlenga dell’importanza della nascita di un nuovo soggetto politico come il movimento CON, ma anche di temi di attualità, cittadini e regionali.

“LA RIVOLUZIONE PUGLIESE NEL 2004 AL COMUNE DI BARI – HA RICORDATO EMILIANO – COMINCIÒ CON UN GRANDE MOVIMENTO CIVICO, CHE POI HA DATO UN CONTRIBUTO FONDAMENTALE ALLA NASCITA DEL PARTITO DEMOCRATICO IN PUGLIA. NEL SENSO CHE ANCHE CON IL COINVOLGIMENTO DI QUELLE LISTE CIVICHE SI APRÌ IL PROCESSO DI FONDAZIONE DEL PD DEL 2007. QUESTO PROCESSO CONTRIBUÌ ANCHE A FAR DIVENTARE VENDOLA PRESIDENTE DELLA REGIONE. UN PROCESSO CHE IN QUALCHE MANIERA HA CAMBIATO LA STORIA DELLA PUGLIA SINO AI GIORNI NOSTRI.

Adesso ci troviamo in una nuova formula di governo. I pugliesi hanno fatto vincere le ultime elezioni regionali a quella che un tempo chiamavamo la coalizione di centrosinistra e io, come mi ero impegnato a fare, ho coinvolto il Movimento 5 Stelle.

Però tra il Movimento 5 Stelle e il PD ci sono altrettanti elettori che non hanno una casa strutturata, non si riconoscono nei partiti. Quindi servono movimenti civici che però non possono non essere organizzati. La lista CON Emiliano si è costituita in un movimento e io mi auguro che il dialogo tra tutte le componenti civiche, anche con le liste che non hanno passato la legge elettorale pugliese, possano unirsi dando rappresentanza, dando la possibilità di fare attività politica. Perché la politica non si esaurisce nel giorno delle elezioni, ci sono anche i momenti in cui bisogna riflettere, pensare, scrivere programmi, costruire classe dirigente. Nel 2004 a Bari assessori comunali erano Antonio Decaro, Francesco Boccia: abbiamo costruito classe dirigente, sindaci. Oggi quasi tutti i sindaci dei capoluoghi di provincia sono di centrosinistra, speriamo a breve anche quello di Foggia, ma non tutti sono del PD.

E quindi bisogna dare rappresentanza. Il tentativo di CON è un tentativo bello e qui a Manfredonia ha l’immagine anche di persone assolutamente nuove che peraltro si devono anche misurare con il comporre il quadro delle prossime elezioni comunali”.

A Manfredonia infatti si avvicinano le Amministrative e sull’ipotesi di candidature a sindaco diverse tra Pd e CON, Emiliano risponde così: “Io mi auguro che vadano insieme, sarebbe incomprensibile che le liste che sostengono me alla Regione siano separate sul territorio. Se non andassero insieme perderebbero le elezioni. Io chi sostengo? Sostengo sempre e soprattutto la Regione Puglia. Il mio sostegno non potrebbe essere per uno contro l’altro, questo non è possibile. Quello che bisogna fare è andare d’accordo, perché queste divisioni, soprattutto in un momento così difficile che Manfredonia sta vivendo, vengono viste molto male, sia dal PD, sia da me, da Enrico Letta, da Francesco Boccia che ha la responsabilità degli enti locali. Bisogna andare insieme, possibilmente mantenendo la stessa alleanza che governa la Regione Puglia, come i pugliesi, credo legittimamente, si aspettano. L’alleanza coi 5 Stelle? Io mi auguro, visto che qui c’è anche il ballottaggio, che quello che non dovessero riuscire a fare al primo turno, riescano a farlo almeno al ballottaggio.

Bisogna saper superare i conflitti, trasformandoli nell’energia che ci tiene insieme. Sono venuto a Manfredonia per fare un appello a tutti all’unità, per far crescere Manfredonia e la Puglia intera”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Emiliano ha parlato a lungo anche della questione legata al Trattamento di fine mandato, reintrodotto nell’ultimo Consiglio regionale. “Hanno fatto questa delibera nella quale si sono attribuiti l’indennità di fine mandato senza neanche avvisare il Presidente, cosa che devo dire, mi ha molto amareggiato. Ma adesso vedo che ci stanno ripensando e la cosa mi fa immenso piacere perché evidentemente sono ancora rimasti collegati con l’opinione pubblica.

IO QUEL GIORNO – RICORDA EMILIANO – NON ERO FISICAMENTE IN AULA PERCHÉ, DOPO AVER PASSATO PIÙ DI TRE ORE SOTTO IL SOLE PER INAUGURARE NELLA PROVINCIA BAT LE SEDI DI QUESTURA, CARABINIERI E GUARDIA DI FINANZA CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, NON MI SONO SENTITO BENE. E RICORDO CHE NON MI È STATO CONCESSO DI PARTECIPARE AI LAVORI CONSILIARI DA REMOTO COME PURE AVEVO CHIESTO DI FARE.

Organizzandosi all’ultimo secondo, in quella seduta hanno infilato in una legge che non aveva nulla a che fare con l’argomento, questo emendamento. È stato un errore. Ho personalmente constatato che i segretari dei partiti politici del Pd, Lega Nord e Forza Italia e i responsabili politici delle liste civiche non ne sapevano nulla. Come d’altra parte molti consiglieri regionali erano stati coinvolti all’ultimo minuto senza una approfondita discussione politica. Molti di questi si stanno attivando in modo positivo per rimeditare questa scelta e anche questo mi fa piacere.

La questione poteva anche avere una sua logica, perché in altre Regioni questo trattamento esiste, ma la si doveva affrontare a viso aperto, con i pugliesi, con i partiti, facendo anche un passaggio nella Conferenza delle Regioni e nella organizzazione che riunisce i Consigli regionali. Non posso che incoraggiare tutti i partiti di maggioranza e opposizione e i consiglieri che intendono abrogare immediatamente la norma, per lasciare la possibilità a livello nazionale di prendere una decisione, in un senso o nell’altro, che individui il medesimo trattamento per i consiglieri di tutte le regioni italiane. Nel frattempo mi pare che la proposta di immediata abrogazione sia la più giusta”.

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