Niente Processione del Venerdì Santo, a Rignano Garganico.

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O meglio non ci sarà, al seguito della statua della Madonna Addolorata in cerca di Gesù morto, il classico pubblico di fedeli, preceduto
dalle autorità civili, militari e religiose. Si farà dalle ore 17.00 in punto con il solo grande
Crocifisso, accompagnato dal parroco, Don Santino Dibiase e dal vice don Antonio Gianfelice.

Il primo, per tutta la giornata di ieri, inizialmente con il sindaco Luigi Di Fiore e poi con la
consigliera delegata, Viviana Saponiere, sono stati impegnati a distribuire il tradizionale Uovo di
Pasqua, destinato ai bambini della scuola dell’obbligo. A quanto appreso, ne continuerà il gesto
solidale ed educativo, nel pomeriggio di oggi, l’assessore Giosuè Del Vecchio, soddisfacendo
l’infanzia che vive nelle sottostanti campagne. .

Ovviamente per la processione simbolica su accennata si utilizzerà l’automezzo della Protezione Civile, mantenendo le prescritte distanze ed
equipaggiamento protettivo del caso.

Sicuramente il micro-corteo in menzione sarà seguito dai reclusi cittadini riversati per l’occasione sui balconi o affacciati alle finestre di casa. Negli anni trascorsi, la Processione della Via Crucis era assai partecipata e seguita dalla gente.

Ecco lo svolgimento, pari pari ripreso dalla cronaca dello scorso anno. La stessa (processione r.d.n.) ha
sfilato, a cominciare dal tardo pomeriggio, attraversando in parte le strade pressoché deserte del
centro storico di origine e fattura medievale e per il resto il nuovo e popoloso quartiere di San
Rocco, facendo stazione di tanto in tanto per le dovute preghiere di rito.

A significare il Venerdì Santo c’erano le pie donne vestite e velate di nero, piegate sul loro cuscino a mostrare gli oggetti-
simboli della Crocifissione. A seguire il parroco, insieme al resto del clero, con le loro vesti sacre
di penitenza e poi il Cristo morto disteso in barella, supportata dai fratelli incappucciati, vestiti con
camice bianco. In appresso, la statua restaurata della Madonna dell’Addolorata, sorretta dai
devoti, con addosso il suo nuovo abito di colore nero, trapuntato nel davanti da una bellissima
composizione d’oro, che dava all’insieme un’aria quasi più di festa, che di lutto. Dietro le autorità
civili e militari e a chiudere il lungo e salmodiante corteo del popolo dei credenti. Al termine, la
processione, seguita dagli occhi lacrimosi degli anziani e dei malati non autosufficienti affacciati
all’uscio o ai balconi, ha fatto ritorno alla rinascimentale ed elegante Chiesa Matrice dell’Assunta
per il resto delle funzioni. Domani proseguiranno i riti della vigilia, che si concluderanno nella
nottata con la Santa Messa Solenne con la Resurrezione del Cristo al Gloria.

Evento, quest’ultimo, un tempo salutato dopo l’improvvisa caduta del panno che, a mo’ di sipario, copriva
l’intera scena madre, con strepiti, grida e pianti a dirotto, accompagnati dal suono cupo delle
‘Trèmule’ (piccole tavole con maniglie) e da quello acuto de ‘li striddele’ (piccoli congegni di
legno).

Si spera, dunque, di recuperare ogni cosa il prossimo anno, quando la malattia e la paura
del Coronavirus sarà un ricordo lontano, debellato definitivamente, come lo sarà per davvero,
dall’angelo custode del vaccino, attualmente in corso di studio – ricerca.  (Antonio del Vecchio)

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