Parrucchieri, Codacons scrive al Governo: “Anticipare apertura o sarà catastrofe per settore”

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protesta dei parrucchieri

Il Codacons ha inviato oggi un’ istanza al Governo, al Commissario Domenico Arcuri, all’Iss e ai presidenti di tutte le Regioni, chiedendo di adottare provvedimenti urgenti per consentire la riapertura anticipata di parrucchieri e centri estetici.

Da più parti montano le proteste per l’ingiusta discriminazione cui sono sottoposte alcune categorie di lavoratori, che potranno tornare ad operare solo dall’1 giugno, nell’ambito delle aperture programmate dal Governo per la fase 2 – spiega il Codacons – .

Una scelta che non appare giustificata dalle esigenze sanitarie legate al coronavirus, anzi rischia di produrre danni enormi sia in ambito economico che sanitario.

Parrucchieri, centri estetici e artigiani potrebbero già dal 4 maggio riprendere le proprie attività, con il rispetto delle disposizioni di legge, ossia distanze minime nei locali e l’uso di mascherine e guanti, al pari di quanto avviene sia oggi per numerosi esercizi (supermercati, tabaccherie, ecc.).

Prosegue l’associazione – A prevederlo le norme già in vigore, con il DL nr. 18 del 17 marzo 2020 che stabilisce “per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro” l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI).

Il rischio concreto è quello di ottenere l’effetto contrario: la ritardata ripresa di tali attività alimenterà abusivismo e lavoro e in nero, con parrucchieri, estetiste ed artigiani che opereranno a domicilio dei clienti, senza alcun controllo e col pericolo di incrementare i contagi.

In assenza di interventi, il 30% delle attività artigiane, centri estetici e parrucchieri sarà costretto a chiudere i battenti e dichiarare fallimento, non avendo più le risorse per portare avanti le attività – conclude il Codacons.

Voce: Codacons

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