Produzione mascherine: sono foggiane 2 delle pochissime aziende autorizzate in Puglia a poter partire

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Capacità di filtraggio al 97%, tessuto in monostrato, saldatura a ultrasuoni sul profilo facciale, materiali, manifattura, disegno e adattamento tutto rigorosamente made in Italy.

Con queste caratteristiche tecniche l’azienda foggiana Manta Group, ha ottenuto dall’Istituto superiore di sanità e dalla Protezione civile il via libera alla produzione e commercializzazione di maschere facciali di tipo 1 a partire dal prossimo fine settimana.

È l’unica azienda autorizzata in Puglia a entrare in produzione su 451 selezionate (tra queste anche la R.G.A. di Rendina Antonella di San Giovanni Rotondo), l’autorizzazione (numero 0015841 D42) risale al 2 maggio scorso, la Manta rientra nel ristretto lotto di 32 aziende che potranno già nelle prossime settimane rifornire la Protezione civile nazionale ed, a richiesta, anche Regioni, Comuni, distributori autorizzati.

L’azienda metalmeccanica di punta dell’indotto foggiano, 80 dipendenti e un solido rapporto industriale con i gruppi Leonardo e Cnh Industrial, ha sviluppato la tecnologia per costruire mascherine poggiando anche sul know-how delle produzioni aeronautiche: realizza infatti le parti mobili degli aerei di linea in fibra di carbonio montate sui più grandi aerei commerciali della Boeing.

Oggi la sfida sulle mascherine facciali è innanzitutto una risposta all’emergenza sanitaria in atto (le mascherine entrano in produzione con il marchio dell’Iss, ma non dell’Unione europea che richiederebbe tempi di validazione più lunghi), e apre nuovi orizzonti tecnologici e commerciali per l’azienda a conduzione familiare della famiglia Frisoli, nata da un’intuizione del capostipite Domenico, tra le realtà imprenditoriali più attive dell’area industriale di Foggia.

L’azienda dichiara

«Entreremo in produzione nel prossimo fine settimana con un primo lotto di 50-60mila, contiamo a regime di produrre 1 milione di pezzi al mese», commenta Michele Frisoli, amministratore delegato della Manta Group. «Partiamo con la produzione di serie con l’obiettivo di rispondere alle esigenze del mercato interno, nei mesi in cui l’emergenza Covid-19 ha colpito di più (la Fpt Industrial ha riaperto lunedì scorso, lo stabilimento Leonardo a marzo e aprile ha ridotto la produzione: ndr) abbiamo subito forti contraccolpi alla nostra produzione di punta. La produzione di mascherine ci ha però consentito di sviluppare una nostra tecnologia e di massimizzare l’efficacia del prodotto rendendo la mascherina più comoda grazie anche al contributo di un’azienda campana, la CertForm di Scafati, con la quale abbiamo studiato e applicato caratteristiche chimiche sul prodotto che poi costituiscono spero la sua forza sul piano dell’efficacia nel suo utilizzo».

Costo rigorosamente «al di sotto dei 0,50 centesimi»

Come imposto dalla Protezione civile e dal governo, questa storia industriale è anche un bel messaggio a sostegno dell’impulso e della vitalità dell’imprenditoria nazionale: «Ci eravamo inizialmente rivolti alla Cina per la manifattura delle maschere facciali – rivela Frisoli – ma ci hanno chiesto cifre spropositate e tempi lunghissimi di produzione. Abbiamo così deciso di fare tutto da noi, questa produzione è interamente made in Italy, una riconversione tecnologica per la quale abbiamo costituito un mini-team all’interno dell’azienda che ha stimolato i lavoratori che ringraziamo per il loro entusiasmo e l’applicazione dimostrata. Una linea industriale che oggi ci permette di occupare da un minimo di cinque a un massimo di dieci persone sottratte alla cassa integrazione. Ora non so quanto durerà l’emergenza sanitaria, nè se la mascherine finita la crisi Covid scompariranno dalla nostra visuale, ma per noi era soprattutto una sfida tecnico-professionale che prescinde dalle fluttuazioni di mercato. Nostro obiettivo è solo pagare la struttura e tenerci lontani da mire speculative su quello che appare come il business del momento».

Voce: La Gazzetta del Mezzogiorno

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