Regione: approvata nuova mappa degli ospedali, destinati 130 posti Covid tra Casa Sollievo e gli Ospedali Riuniti

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Il «tesoretto» a disposizione della Regione per gli ospedali Covid privati ammonta a poco più di 26 milioni di euro. E ieri, dopo che mercoledì la giunta ha approvato la nuova versione del Piano di emergenza, il dipartimento Salute ha di nuovo messo mano alla delibera per recepire l’articolo 32 del decreto legge di Pasqua. Quello che consente alle Regioni di riconoscere «maggiorazioni tariffarie» alle strutture che si affiancono agli ospedali pubblici.

Alla rete covid pubblica si affiancano, oltre che gli ecclesiastici Miulli di Acquaviva e San Giovanni Rotondo, anche Villa Lucia di Conversano e Anthea di Bari. Ma mentre per gli ospedali ecclesiastici vige da sempre un meccanismo di anticipazioni che di fatto li equipara a quelli pubblici, per i privati la Regione ha concesso l’«aiutino» sottoforma di un anticipazione mensile (il 70% del budget intraregionale ed extraregionale) che vale circa 300mila euro complessivi al mese. Sono i soldi con cui le due strutture dovranno continuare a garantire gli stipendi al personale anche nel periodo in cui saranno dedicate all’emergenza, sospendendo quindi l’attività ordinaria.

I 26 milioni arrivano dagli stanziamenti previsti nel decreto legge 18 di marzo, e costituiscono una valvola di sicurezza nel senso che copriranno l’eventuale scostamento rispetto ai contratti ordinari. Significa che, quasi certamente, alla fine dell’emergenza la spesa in più della Regione sarà molto più bassa del budget complessivo, che copre – oltre le cure – anche le opere effettuate per adattare gli ospedali. Altro capitolo sono i 30 milioni che il governatore Michele Emiliano ha prelevato dal bilancio autonomo della Regione per acquistare dalla Cina le forniture necessarie agli ospedali: sono soldi di cui si dovrà discutere in un secondo tempo, e che comunque hanno consentito di mettere in sicurezza l’operatività del sistema, ma non è detto che verranno coperti dal finanziamento statale.

Il piano covid-bis della Regione prevede complessivamente 1.649 posti letto per pazienti acuti e sub-acuti (344 sono di terapia intensiva, di questi ne sono attivi poco più di 200), oltre a 493 posti tra lungodegenza, riabilitazione e ospedali di comunità. Ai privati vanno 1.100 euro per posto letto/giorno per la terapia intensiva, 700 per la sub-intensiva (pneumologia e malattie infettive) e 250 per la lungodegenza, oltre al costo dei farmaci, ma al momento l’occupazione dei posti (privati) è molto bassa.
La mappa delle strutture per i post-acuti (quelle in cui transita chi viene dimesso dagli ospedali covid, fino alla completa guarigione) è dunque stata consolidata. Nella rete ci sono 130 posti in provincia di Bari (Policlinico, Triggiano e Terlizzi), 160 a Lecce (Copertino e San Cesario), 56 nella Bat (Canosa), 146 a Brindisi (Mesagne, Fasano, Cisternino e Ceglie Messapica), 130 a Foggia (Riuniti e Casa Sollievo), 30 a Taranto (Mottola), cui potranno eventualmente affiancarsi altre cliniche private se sarà ritenuto necessario.

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