Michele Impagliatelli: «Sento il dovere generazionale di non stare a guardare»

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Il candidato al Consiglio Comunale a sostegno di Floriana Natale si racconta: dall’esperienza professionale in giro per l’Italia al desiderio di restituire opportunità ai giovani del territorio. «Le mie priorità? Manutenzione, formazione gratuita e lotta all’abusivismo».

Partiamo da lei, dalla sua sfera personale. Chi è Michele Impagliatelli nella vita di tutti i giorni e quanto conta, in una scelta impegnativa come quella di candidarsi al Consiglio Comunale, il supporto della sua famiglia?
Nella vita di tutti i giorni sono un ragazzo del 1990, un professionista e un cittadino che ama profondamente la propria terra. Per motivi di studio e di lavoro ho vissuto spesso con la valigia in mano, spostandomi in giro per l’Italia tra Manfredonia, Torino, Ancona e Foggia. Queste esperienze mi hanno formato, mi hanno aperto la mente e mi hanno fatto confrontare con realtà diverse, ma il legame con San Giovanni Rotondo è sempre rimasto indissolubile. In una scelta così impegnativa, il supporto della mia famiglia è tutto. È la mia ancora, la mia prima sostenitrice e la spinta quotidiana. Sapere di avere al mio fianco persone che condividono i miei stessi valori e che credono nel mio desiderio di fare qualcosa di concreto per la nostra comunità è fondamentale per affrontare questa sfida con serenità e determinazione.

Guardando al suo percorso professionale, di cosa si occupa nello specifico? In che modo crede che le competenze maturate nel suo lavoro possano tradursi in un valore aggiunto per l’amministrazione della città?
Ho iniziato il mio percorso nel 2012 come commerciale nel settore della sicurezza sul lavoro e dell’antincendio. È stata una vera e propria gavetta che mi ha permesso di crescere e, nel 2019, di fare il grande salto aprendo il mio primo ufficio professionale, arrivando oggi a vantare collaborazioni con i migliori brand italiani del settore. Cosa posso portare in amministrazione? La cultura della programmazione, della prevenzione e della gestione efficiente. Nel mio lavoro, “sicurezza” significa analizzare un problema prima che si trasformi in emergenza e trovare soluzioni concrete nel rispetto delle regole. Porterò in Consiglio Comunale questa stessa mentalità: concretezza imprenditoriale, capacità di fare rete con le aziende e un’attenzione maniacale alla sicurezza in ogni sua declinazione.

Cosa l’ha spinta a ‘scendere in campo’ in questo preciso momento storico per San Giovanni Rotondo? C’è stato un episodio particolare o una riflessione che ha fatto scattare la scintilla della candidatura?
La scintilla è nata proprio dai miei continui spostamenti in Italia. Ogni volta che tornavo a San Giovanni Rotondo, vedevo una città dalle potenzialità enormi ma frenata, quasi rassegnata. Mi sono chiesto: “Perché i nostri giovani devono formarsi fuori e non trovare opportunità qui? Perché un’eccellenza come la nostra non riesce a splendere come merita?”. Essendo della classe 1990, sento il dovere generazionale di non stare a guardare. Ho deciso di scendere in campo ora perché ho l’età, l’energia e l’esperienza professionale giusta per restituire qualcosa alla mia città, mettendo le mie competenze al servizio di un rilancio che non può più essere rimandato.

Entriamo nel vivo della proposta politica. Quali sono i tre punti centrali del vostro programma elettorale su cui intende battersi in prima persona in Consiglio Comunale?
I tre pilastri su cui mi batterò in prima persona sono strettamente legati alla mia visione di città:

  1. Sicurezza e Decoro Urbano: Tolleranza zero verso l’illegalità attraverso la lotta all’abusivismo, unita a un piano straordinario per la manutenzione e il decoro delle nostre strade. Una città sicura è una città più vivibile e attrattiva.
  2. Rilancio Economico e Turistico: Sostegno concreto alle attività commerciali locali e una strategia turistica per portare il pernottamento medio a 3 notti, destagionalizzando i flussi anche grazie a eventi estivi di grande spessore culturale e d’intrattenimento.
  3. Lavoro e Formazione: Istituzione di programmi formativi gratuiti per i cittadini (finanziati dal Comune) svolti in orario serale, per permettere a chi vuole riqualificarsi di farlo senza interrompere la propria giornata. Questi corsi saranno progettati in stretta collaborazione con le aziende del territorio, collegando direttamente le competenze dei sangiovannesi alla reale richiesta di lavoro.

Guardando alla città di oggi con gli occhi di un potenziale amministratore, qual è la primissima cosa che migliorerebbe o il primo problema che affronterebbe nei primi giorni di mandato?
Il primo intervento riguarderà il decoro urbano e la percezione di sicurezza. Una città che accoglie milioni di visitatori e che vive la quotidianità non può permettersi aree trascurate o situazioni di abusivismo diffuso. Fin dai primi giorni mi attiverò per un monitoraggio serrato del territorio, avviando una stretta collaborazione con le forze dell’ordine e gli uffici comunali per ripristinare l’ordine, la pulizia e il rispetto delle regole nei punti nevralgici di San Giovanni Rotondo.

Il ruolo del consigliere è, per sua natura, quello più vicino ai cittadini. Come pensa di mantenere vivo e costante l’ascolto dei residenti e delle associazioni anche dopo lo spegnimento dei riflettori della campagna elettorale?
Il mio ufficio professionale è abituato a stare aperto al pubblico e a risolvere problemi quotidiani; farò esattamente lo stesso da consigliere. Non intendo chiudermi nel palazzo. Propongo l’istituzione di tavoli di confronto periodici con le associazioni di categoria, i commercianti e i comitati di quartiere. L’ascolto deve essere strutturato, non occasionale: le porte del mio impegno resteranno aperte tutto l’anno per accogliere proposte e segnalazioni.

Lei sostiene con convinzione la candidatura a sindaco di Floriana Natale. Qual è la dote principale, umana o politica, che le riconosce e perché i sangiovannesi dovrebbero affidarle la guida della città?
Di Floriana Natale apprezzo profondamente la serietà, la coerenza e la straordinaria capacità di ascolto. È una figura che unisce una solida visione politica a una grande empatia umana. I sangiovannesi dovrebbero affidarle la città perché non promette miracoli irrealizzabili, ma propone un progetto solido, trasparente e di buonsenso. È la guida di cui San Giovanni Rotondo ha bisogno per voltare pagina con competenza e dignità.

San Giovanni Rotondo ha una naturale e forte vocazione legata al turismo religioso, che è il motore dell’economia locale. Qual è la vostra ricetta per rilanciare, migliorare o diversificare l’offerta turistica, trattenendo i visitatori più a lungo sul territorio?
Il turismo religioso è il nostro cuore pulsante, ma dobbiamo evolvere dal concetto di “turismo mordi e fuggi” a quello di accoglienza integrata. La nostra ricetta prevede la creazione di circuiti che colleghino la fede alla cultura, alla natura e all’enogastronomia del Gargano. L’obiettivo chiaro è portare il pernottamento medio a 3 notti. Per farlo, dobbiamo creare attrattiva programmando eventi estivi di spessore che spingano il pellegrino a trasformarsi in turista, supportando attivamente le nostre strutture ricettive e le attività commerciali per offrire servizi all’altezza degli standard nazionali.

La presenza di un’eccellenza come Casa Sollievo della Sofferenza – anche con gli attuali problemi – e il grande afflusso di pellegrini richiedono una viabilità e servizi all’altezza. Quali sono i vostri piani per il decoro urbano e la manutenzione delle infrastrutture cittadine?”
Casa Sollievo della Sofferenza è il nostro orgoglio e richiede una viabilità e servizi impeccabili. Il decoro urbano e le infrastrutture non sono un optional, sono il biglietto da visita della città. Il nostro piano prevede investimenti mirati sulla manutenzione stradale, una segnaletica chiara e digitale, e il potenziamento dei servizi di trasporto e parcheggio. Parallelamente, la sicurezza stradale e l’ordine pubblico attorno ai poli d’attrazione della città saranno prioritari, eliminando ogni forma di abusivismo che mini il decoro e la serenità di residenti, pazienti e visitatori.

Per concludere, un appello diretto agli elettori: per quale motivo, nel segreto dell’urna, un cittadino dovrebbe barrare il vostro simbolo e scrivere proprio il suo cognome sulla scheda?
Nel segreto dell’urna vi chiedo di scegliere la concretezza, la competenza e l’amore per questa città. Scrivere IMPAGLIATELLI sulla scheda significa dare fiducia a un giovane professionista che ha deciso di mettere a disposizione di San Giovanni Rotondo l’esperienza maturata sul campo in tutta Italia. Significa scegliere una città più sicura, più pulita, capace di creare vero lavoro per i suoi giovani grazie a una formazione mirata e in grado di far ripartire il turismo e il commercio. Io ci metto la faccia, la mia competenza e tutto il mio impegno. Voltiamo pagina insieme.

Committente responsabile: il candidato

 

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