di Davide GRITTANI*
La crisi dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza è molto più che una vertenza amministrativa, ma il collasso di un impero. Un impero economico e di potere con pochi precedenti al mondo. Non sono tanti i casi di un’economia fondata sul riverbero di un miracolo all’infinito, anteponendo le fortune di un nosocomio a quelle di una comunità.
San Giovanni Rotondo prima che una città è stata un ospedale, quello voluto da Padre Pio da Pietrelcina più di ogni altra cosa (ideato nel 1940, inizio lavori 1947, inaugurazione 5 maggio 1956): il suo centro abitato un’appendice, un pretesto urbanistico realizzato intorno a un’ambizione di emancipazione che oggi attraversa il momento più drammatico della sua storia.
Apparecchiature di ultima generazione, una radiodiagnostica che i policlinici di Bari e Foggia potevano solo invidiare, medici dal curriculum internazionale, ricercatori di fama e un fiume di denaro proveniente dalle offerte dei fedeli: un sogno senza uguali, sebbene quale fosse il prezzo di questa magniloquenza lo si è scoperto in questi anni di profonda depressione (in realtà si è sempre saputo, ma tra le prerogative della devozione c’è quella di far finta di non vedere).
Una città cresciuta in modo esponenziale soprattutto grazie al commercio in danno di San Pio, un’aberrazione ideologica che adesso fa i conti con l’economia drogata da quell’ambizione: 26 mila residenti e 2 mila tra alberghi, bed and breakfast, rifugi e alcove (di cui il 60% chiusi per inattività).
Un’oreficeria di latta in cui Casa Sollievo era il gioiello più importante della collezione, mentre il vettore che avrebbe dovuto convogliare milioni di avventori restava la perenne ostensione del frate dalle stimmate: esposto al pubblico con e senza maschera di cera, traslato a seconda dei flussi turistici, omaggiato di una chiesa-stadio progettata da Renzo Piano e di una cappella in oro nostalgicamente desolata. Un dileggio all’essenzialità di San Pio, che ordinò la costruzione di quell’ospedale per «offrire una casa a chi soffriva».
La crisi di Casa Sollievo decreta il tradimento forse più grave commesso da San Giovanni nei confronti di San Pio. Perché a essere fallito non è solo un sistema incestuoso (essendo un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, si tratta di un ente privato che tuttavia ha sempre attinto da finanziamenti pubblici) ma un modello di felicità basato perlopiù sull’inganno di sé stessi. Una crisi genetica, innescata da un’ambizione innaturale. Quella di restare nella storia più a lungo dei santi.
(Dal Corriere del Mezzogiorno del 19.12.2025)



